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lunedì 22 giugno 2020

Needs 
Quello di cui vorrei parlarvi oggi non è propriamente un luogo che ho visitato, bensì una mostra. Sono una grande appassionata d'arte, di qualsiasi tipo: fotografia, scultura, moda, cinema, lettura, musica, pittura. Penso che l'arte si colleghi anche a ciò di cui tratto nel mio blog, ovvero i viaggi. La mia tesina di maturità era incentrata proprio su un tema che io ho definito "viaggio interiore", ovvero l'evoluzione psicologica e la crescita dell'uomo attraverso un viaggio fisico. Penso che questo "viaggio" possa essere dettato anche dall'arte stessa. Infatti, quando ho visitato questa mostra, sono rimasta talmente colpita da dover fermarmi qualche minuto ad analizzare me stessa. La mostra era intitolata "needs" e trattava di tutti i bisogni (fisiologici, psicologici e carnali) dell'uomo. Mi è rimasta particolarmente impressa questa concezione dell'arte, in quanto sono riuscita quasi a "toccarla con mano", alcuni artisti erano presenti alla mostra e la loro passione e dedizione all'arte mi è sembrata proprio tangibile. Il concetto di arte che ho potuto vedere era completamente nuovo. C'era chi aveva realizzato dei tortellini colorati in ceramica (simbolo della cucina bolognese), chi aveva costruito dei robot, chi aveva progettato delle vere e proprie sculture di pane, ma ciò che mi ha emozionato di più (tanto da scoppiare in lacrime in mezzo alla sala) è stato il concetto di "poesia espressa". Io e il mio fidanzato (sì, è sempre lui il mio fedele compagno di avventure) avevamo notato un ragazzo seduto davanti ad una macchina da scrivere con le cuffiette nelle orecchie, comporre una poesia per chi gli stesse seduto davanti. Spinti dalla curiosità che ci contraddistingue, ci siamo avvicinati e gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo. Così, Luca Gamberini ci ha spiegato  il suo concetto di "poesia espressa". Luca Gamberini è un giovane scrittore bolognese che si è inventato questa tecnica innovativa con la quale, a mio avviso, riesce a leggerti dentro. Luca, infatti, chiede a chiunque voglia mettersi a sua disposizione di sedersi davanti a lui e dirgli semplicemente il titolo di una canzone. A questo punto, lo scrittore infila le cuffiette ascoltando la canzone suggerita e inizia a scrivere una poesia attraverso la sua macchina da scrivere. Per quanto mi riguarda, è stata un'esperienza talmente toccante che, come ho anticipato, sono letteralmente scoppiata a piangere davanti a lui, sotto il suo sguardo imbarazzante ma lusingato. 
Ciò che volevo trasmettervi oggi è proprio il concetto di "emozioni" o "needs", così come trattava la mostra. Le emozioni che possiamo trovare in qualsiasi cosa ci faccia felice, una canzone, un luogo, un viaggio, una persona o, come nel mio caso, uno sconosciuto che solo guardandoti  riesce a scrivere una poesia su di te.
A tal proposito, mi farebbe piacere conoscere il vostro concetto di "felicità" e cosa vi fa emozionare. 
Se vi va, scrivetelo qui sotto, in modo da conoscerci meglio :)
Matteo Verre



Tortellini in ceramica

       
Fruit Exhibition

4 commenti:

  1. Felicità per me è sorridere anche quando non ci sta un motivo. Così, dal nulla.

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    1. Sono d'accordo. È qualcosa che ti si muove dentro e rimane lì, senza che tu te ne renda conto

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  2. Felicità per me è essere tranquilli

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