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mercoledì 22 luglio 2020

Verona
Sono stata a Verona un paio di volte e già dal primo momento in cui l'ho vista, me ne sono innamorata, tanto da definirla "la mia città preferita" (per poi riscoprire Roma, ma tralasciamo questo dettaglio). Mi sono stupita di quanto una città così importante e famosa, in realtà, assomigli di più ad un piccolo borgo immerso nel Veneto. Verona viene definita "la città dell'amore", grazie alla struggente, ma appassionante storia di Romeo e Giulietta, per questo vi consiglio assolutamente di visitare il balcone di Giulietta. Se avrete fortuna, potrete assistere ad una romanticissima proposta di matrimonio, proprio sul balcone di Giulietta, così come è capitato a me! (Di ritrovarmi per puro caso alla proposta di matrimonio, non di riceverla! Per fortuna, aggiungerei!)
Via Cappello, la via per raggiungere la casa di Giulietta è una delle vie, a mio parere, più magiche e romantiche di tutta Verona. Respirerete un'atmosfera piena d'amore, caratterizzata soprattutto dal muro su cui i giovani hanno scritto e attaccato post-it con le proprie iniziali e quelle dei rispettivi innamorati (non la cosa più artistica del mondo, ma possiamo passarci sopra). Per non  parlare del fatto che vi ritroverete proprio sul set di "Letters to Juliet" (le fan sfegatate come me di Amanda Seyfried mi capiranno!)
Un'altra delle zone più romantiche di Verona è sicuramente Ponte Pietra, dal quale potrete ammirare tutta la bellezza della città. Il ponte è il più antico di tutta Verona ed è l'unico rimasto di epoca romana. Vale assolutamente la pena farci una passeggiata! A seguire, troviamo una delle piazze più famose della città: Piazza delle Erbe, uno dei fulcri della vita politica ed economica ai tempi dell'età romana. Al centro della piazza, svetta la Torre dei Lamberti, che regala a chi decide di visitarla una vista a 360° di tutta Verona.
Per concludere, non può di certo mancare la magica Arena di Verona, uno degli anfiteatri romani più noti d'Italia. L'Arena si trova al centro di Piazza Bra, la piazza più famosa della città, centro della movida veronese. La si può raggiungere entrando da Porta Nuova, ammirandone la sua splendida facciata in pietra bianca. Infine, per riprendervi dalla lunga giornata passata a camminare per le vie di Verona, non può mancare un aperitivo a base di spritz nella patria dei cocktail, proprio di fronte all'Arena.

Balcone di Giulietta

Torre dei Lamberti

Piazza Bra e Arena di Verona

mercoledì 8 luglio 2020

Bologna

Sono nata a Bologna, ma non l'ho mai sentita "mia". Sono nata a Bologna, ma non l'ho mai apprezzata. Sono nata a Bologna, ma non mi è mai piaciuta. Mi sono sempre ritrovata un'estranea nella mia stessa città. Sognavo qualcosa di più grande, di più internazionale, di diverso. Il mio sogno era Londra. Ecco, la mia città del cuore era (ed è tuttora) Londra. Non ho mai voluto continuare a vivere in Italia, nè tantomeno a Bologna. Chi la conosce Bologna, se non i bolognesi stessi? Finchè, sono cresciuta. Finchè ho iniziato a passare mattinate intere, da sola, a girovagare per Bologna. Mi perdevo (letteralmente) tra le sue vie e sotto i suoi portici. Prendevo l'autobus e in venti minuti ero in centro, senza motivo, così, perchè ne avevo voglia ed ero stanca di essere così superficiale. In fondo, Bologna non la conoscevo. Finchè, piano piano, ho iniziato ad apprezzarla, a rendermi conto della meraviglia che la mia città nasconde. Perchè sì, adesso è la mia città. La mia Bologna. La città dove sono nata, cresciuta e dove vivrò ancora per qualche anno, credo. Bologna è piena di luoghi "turistici" che tutti conoscono; Piazza Maggiore e l'imponenza del Nettuno, San Petronio, Via D'Azeglio, le Due Torri, Via Indipendenza, i Giardini Margherita, i famosi portici. Quello però che solo i bolognesi sanno è ciò che rende Bologna così unica. Ad esempio, la famosissima "piazzola", un mercato che si si tiene in Piazza VIII Agosto (sotto al Parco della Montagnola) il venerdì e il sabato. Per girarlo tutto vi serve davvero una giornata intera!
Per non parlare della finestrella di Via Piella. Appena ci si passa davanti, non ci si fa neanche caso, è una semplice finestrella su un muro, ma se si conosce bene Bologna, si sa che aprendola si potrà godere di uno splendido scorcio su un canale, ricordando un po' una minuscola Venezia.
Solo i bolognesi conoscono la bellezza di Piazza Santo Stefano e delle Sette Chiese. Piazza Santo Stefano, infatti, si caratterizza per le sue sette chiese che si nascondono proprio dentro alla Basilica di Santo Stefano. Vi sfido a cercarle tutte!
Solo i bolognesi sanno quanto sia romantica San Luca al tramonto. E quanto sia faticoso arrivarci! Per arrivare al Santuario di San Luca ci sono tre opzioni, in base al vostro grado di pigrizia: 1, in macchina (ricordatevi che è tutto in salita, quindi se avete paura come me, fatevi accompagnare da qualcuno più esperto!); 2, a piedi. Preparatevi ad una camminata di circa trenta minuti, (da qui il detto bolognese: "se mi va bene, vado a San Luca a piedi!") fattibile se non fatta in estate con 40 gradi! L'ultima opzione e solo per i più temerari è la bici. Mai provato e mai lo farò, ma se siete dei ciclisti appassionati, accomodatevi pure! Qualsiasi modo in cui decidiate di visitare San Luca, vi garantisco che ne varrà la pena. Il santuario che ammirerete una volta arrivati in cima e, soprattutto, il paesaggio magnifico su Bologna è una vera e propria chicca che non potete perdervi.
Solo i bolognesi sanno di quanto siano belli i locali in Via degli Orefici, dove potrete gustare taglieri di tigelle e salumi, crescentine, formaggi, vini, pizze, aperitivi, pesce e chi più ne ha più ne metta! Ed infine, se volete visitare Bologna come fa un vero bolognese, non potete non fare un salto all'antico mercato nel Quadrilatero. In questa zona, potrete immergervi tra i famosissimi Mercato delle Erbe, Mercato di Mezzo e Via Pescherie Vecchie, dove potrete fare acquisti tra i coloratissimi mercati di frutta, verdura, pesce, e anche prodotti tipici, come tagliatelle e tortellini freschi.
Insomma, non sarà stato amore a prima vista, ma da quando ho avuto la possibilità e la voglia di scoprire la mia città, devo dire che, in questo periodo della mia vita, non c'è altro posto in cui vorrei vivere se non nella Mia Bologna.

San Luca

Finestrella di Via Piella

Piazza Santo Stefano e Sette Chiese

Via degli Orefici


mercoledì 1 luglio 2020

Breguzzo (& co)
Ed eccoci qui, come promesso, con la prossima meta... Breguzzo! Breguzzo è un piccolo (oserei dire "minuscolo") paesino in provincia di Trento. Con i suoi fantastici 569 abitanti, Breguzzo mi è entrata nel cuore. Come anticipato nel post precedente, non sono mai stata una fan della montagna, preferisco senza dubbio crogiolarmi sotto il sole per ore, per poi buttarmi in acqua (ah e, ovviamente, amo anche lamentarmi della sabbia che scotta e del caldo che fa!), piuttosto che camminare per tragitti infiniti e arrivare sfiancata alla meta. Ma devo ammettere che, piano piano, mi sto ricredendo. Sono stata a Breguzzo per la prima volta circa un anno fa e mi sono resa conto di quanto, in realtà, la montagna abbia da offrire. Non che adesso sia una scalatrice provetta (anzi!), ma già pensare di trascorrere qualche giorno in montagna è un grosso traguardo per me. Per iniziare, vi consiglierei il "Sentiero dei popi" ("bambini", in dialetto). Il percorso è abbastanza breve e per nulla faticoso, in mezzo al bosco. La ricompensa sarà appunto una full immersion nella natura, con tanto di romanticissimi torrenti e splendide cascate. Decisamente più faticoso e tortuoso, ma comunque fattibile, uno dei sentieri più suggestivi e affascinanti è sicuramente quello per andare al Lago Nambino. Il Lago Nambino fa parte di uno dei cinque laghi dell'omonima escursione. Terminata la camminata (di circa 40 minuti), godrete di uno splendido paesaggio caratterizzato appunto dal lago e da alte montagne che lo circondano. Noi, arrivati in cima, data la stanchezza (e la fame) ci siamo fermati a fare un picnic (rigorosamente con panini allo speck), ma in alternativa è presente un bellissimo rifugio che offre piatti tipici e soddisfa tutti i gusti!
Un'altra tappa vicina a Breguzzo, di cui mi sono letteralmente innamorata, è stata San Lorenzo in Banale. San Lorenzo è considerato uno dei borghi più belli d'Italia e io non posso fare altro che confermare! Vi consiglio di visitare questo piccolo paesino in occasione della "Sagra della ciuiga", che si tiene i primi giorni di novembre. Piatto tipico trentino, infatti, è proprio la "ciuiga", un salame con le rape che oggi è diventato presidio Slow Food. Oltre ad assaggiare questa prelibatezza, potrete ammirare le piccole villette (sembra proprio il villaggio di Biancaneve) degli abitanti e notare quanto effettivamente ci tengano alla bellezza del borgo. La sagra della ciuiga è un'ottima scusante anche per perdersi tra le bancarelle del posto e respirare il pieno folklorismo che caratterizza il borgo. Insomma, se come me, non siete grandi amanti della montagna, ma per curiosità avete voglia di esplorare luoghi nuovi, il Lago Nambino e San Lorenzo in Banale sono ottimi spunti da cui iniziare!

Lago Nambino


Sentiero dei popi

Cascata nel Sentiero dei popi

San Lorenzo in Banale

San Lorenzo in Banale



lunedì 29 giugno 2020

Riva del Garda
Riva del Garda è una piccola cittadina che si affaccia proprio sul lago di Garda, perfetta per soddisfare tutti i gusti. Quindi, amanti del mare, della montagna, del lago, dei parchi, dello shopping, delle passeggiate e chi più ne ha, più ne metta, udite udite, questa è la meta perfetta per voi!
Ho passato gli ultimi tre giorni a Breguzzo, in provincia di Trento. Nonostante io non sia una grande amante della montagna, ho approfittato dell'ospitalità del mio mitico compagno di viaggio (sempre lui, sì) e ci siamo accampati nella sua dimora trentina. Nonostante Breguzzo sia molto carina, è anche molto piccola e non c'è molto da fare (ma di Breguzzo ne parleremo un'altra volta, stay tuned!), occasione perfetta per visitare la vicina Riva del Garda, che dista soltanto meno di un'ora in macchina. Riva ha un piccolo centro storico pieno di graziose stradine, numerosi negozi e boutique e molti ristoranti o piccoli locali in cui prendere semplicemente un aperitivo. Appena arrivati, infatti, abbiamo fatto una passeggiata per il centro e mi sono meravigliata di quanto una cittadina cosi "montanara" potesse, in realtà, sembrare marittima. Ci sono palme ovunque e un bellissimo lungolago su cui poter passeggiare. Ma non è finita qui, infatti per gli amanti dello shopping, ci sono un sacco di boutique molto carine (io ho definito Riva "fancy", proprio per queste) lungo le vie principali e anche un piccolo centro commerciale, il Blue Garden. Infine, per gli amanti del mare e del sole (come me), obbligatoria è la tappa a Spiaggia Sabbioni, una vera e propria spiaggia in riva al Lago di Garda. Sembra proprio di essere a Riccione. C'è chi nuota, chi prende il sole, bambini che giocano con le papere (e un cigno) nel lago, un'ottima alternativa per chi vive lontano dal mare e non può raggiungerlo. Prima di tornare a casa, non può mancare un aperitivo in riva al lago. La cittadina è piena di piccoli bar e locali che si affacciano direttamente sul Garda, quindi sbizzarritevi per trovare il posto che preferite! Riva del Garda è abbastanza piccola, quindi è facile visitarla tutta in un giorno, ma è una meta imperdibile; semplice, ma fancy!
Scorcio del Lago di Garda

Centro storico

Tipica boutique di Riva

Lago di Garda

lunedì 22 giugno 2020

Needs 
Quello di cui vorrei parlarvi oggi non è propriamente un luogo che ho visitato, bensì una mostra. Sono una grande appassionata d'arte, di qualsiasi tipo: fotografia, scultura, moda, cinema, lettura, musica, pittura. Penso che l'arte si colleghi anche a ciò di cui tratto nel mio blog, ovvero i viaggi. La mia tesina di maturità era incentrata proprio su un tema che io ho definito "viaggio interiore", ovvero l'evoluzione psicologica e la crescita dell'uomo attraverso un viaggio fisico. Penso che questo "viaggio" possa essere dettato anche dall'arte stessa. Infatti, quando ho visitato questa mostra, sono rimasta talmente colpita da dover fermarmi qualche minuto ad analizzare me stessa. La mostra era intitolata "needs" e trattava di tutti i bisogni (fisiologici, psicologici e carnali) dell'uomo. Mi è rimasta particolarmente impressa questa concezione dell'arte, in quanto sono riuscita quasi a "toccarla con mano", alcuni artisti erano presenti alla mostra e la loro passione e dedizione all'arte mi è sembrata proprio tangibile. Il concetto di arte che ho potuto vedere era completamente nuovo. C'era chi aveva realizzato dei tortellini colorati in ceramica (simbolo della cucina bolognese), chi aveva costruito dei robot, chi aveva progettato delle vere e proprie sculture di pane, ma ciò che mi ha emozionato di più (tanto da scoppiare in lacrime in mezzo alla sala) è stato il concetto di "poesia espressa". Io e il mio fidanzato (sì, è sempre lui il mio fedele compagno di avventure) avevamo notato un ragazzo seduto davanti ad una macchina da scrivere con le cuffiette nelle orecchie, comporre una poesia per chi gli stesse seduto davanti. Spinti dalla curiosità che ci contraddistingue, ci siamo avvicinati e gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo. Così, Luca Gamberini ci ha spiegato  il suo concetto di "poesia espressa". Luca Gamberini è un giovane scrittore bolognese che si è inventato questa tecnica innovativa con la quale, a mio avviso, riesce a leggerti dentro. Luca, infatti, chiede a chiunque voglia mettersi a sua disposizione di sedersi davanti a lui e dirgli semplicemente il titolo di una canzone. A questo punto, lo scrittore infila le cuffiette ascoltando la canzone suggerita e inizia a scrivere una poesia attraverso la sua macchina da scrivere. Per quanto mi riguarda, è stata un'esperienza talmente toccante che, come ho anticipato, sono letteralmente scoppiata a piangere davanti a lui, sotto il suo sguardo imbarazzante ma lusingato. 
Ciò che volevo trasmettervi oggi è proprio il concetto di "emozioni" o "needs", così come trattava la mostra. Le emozioni che possiamo trovare in qualsiasi cosa ci faccia felice, una canzone, un luogo, un viaggio, una persona o, come nel mio caso, uno sconosciuto che solo guardandoti  riesce a scrivere una poesia su di te.
A tal proposito, mi farebbe piacere conoscere il vostro concetto di "felicità" e cosa vi fa emozionare. 
Se vi va, scrivetelo qui sotto, in modo da conoscerci meglio :)
Matteo Verre



Tortellini in ceramica

       
Fruit Exhibition

giovedì 18 giugno 2020

Venezia

E poteva mancare Venezia, una delle città più belle d'Italia? Assolutamente no! Ho visitato Venezia un paio d'anni fa e inutile dire che appena ho avuto l'occasione di vederla, sono rimasta a bocca aperta! Mi hanno sorpresa la sua arte, i suoi vicoli, i suoi ponti e soprattutto, mi ricordo che notai subito l'assenza delle classiche vie. A Venezia, infatti, non esistono vere e proprie "vie", ma "calle" o "callette", le tipiche stradine che si intersecano per la città . Mi sono subito chiesta come facesse la gente a vivere letteralmente "sull'acqua", in mezzo a canali, ponti e traghetti al posto dei taxi. Sono abituata a vivere in una città molto più rumorosa, caotica e frenetica, tanto che ho amato sin da subito la tranquillità che si respira a Venezia. Se mai doveste visitare questa città (e ancora non l'avete fatto), vi consiglio una sola cosa: perdetevi! Perdetevi tra i canali, i vicoletti, gli scorci e l'arte che circonda Venezia e non ve ne pentirete. Ah e ovviamente, prima di tornare a casa, fermatevi a gustare un classico Spritz (Aperol, ovviamente!). Magari proprio a Piazza San Marco, nel cuore del capoluogo veneto!



Piazza San Marco
Chiesa di San Simeon Piccolo
Tipico scorcio veneziano



lunedì 15 giugno 2020

                                             
                                             Bobbio

Bobbio è un piccolo borgo medievale di 3544 abitanti, in provincia di Piacenza. Nel 2019 ha conquistato il titolo di "Borgo dei Borghi", grazie alle sue abitazioni in pietra e al suo fascino. Viene anche considerata "città d'arte", caratterizzata dalle sue stradine in ciottoli e dagli scorci sul Ponte Gobbo, che si affaccia sul fiume Trebbia. Caratteristica anche l'Abbazia di San Colombano e il Castello Masalpina, entrambi con una grande impronta medievale.
Curiosissimi di tutto ciò che avevamo letto su Internet, io e il mio fidanzato abbiamo deciso di visitare questo piccolo borgo. Nonostante disti poco più di due ore di macchina da Bologna (dove viviamo), Bobbio è un ottima meta per chi avesse voglia di scoprire i classici borghi italiani, caratterizzati dalla loro storia e dai loro vicoli. Nel caso in cui andaste in estate, consigliatissimo un pic nic in riva al fiume Trebbia, raggiungibile proprio dal Ponte Gobbo!

Ponte Gobbo

 
















Duomo di Bobbio

Ponte Gobbo


Piazzetta Santa Chiara
Classico scorcio del borgo





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